ALLACCIAMENTO ALLA RETE ELETTRICA

Un impianto di produzione fotovoltaica può essere allacciato alla rete elettrica nazionale in modi diversi a seconda delle esigenze e degli scopi per cui è stato realizzato.

A ISOLA: in questo caso l'impianto non è collegato alla rete elettrica nazionale ma è isolato dalla stessa. L'energia prodotta viene autoconsumata immediatamente al momento della produzione e l'eccedenza viene immagazzinata in batterie per poi essere utilizzata successivamente. Un tipico esempio è rappresentato dagli impianti per alimentare le baite montane isolate non raggiunte dalla rete elettrica.

SCAMBIO SUL POSTO: l'impianto è collegato alla rete elettrica nazionale in modo interdipendente rispetto all'impianto dell'utenza ordinaria. L'energia prodotta viene autoconsumata e l'eccedenza immessa in rete per poi essere riassorbita al momento del bisogno. Qualora il consumo eccedesse la produzione è necessario pagare al distributore di rete (ENEL, Enia, Hera, ecc.) quanto prelevato in eccesso. La rete elettrica nazionale viene sfruttata come una immensa batteria in cui riversare l'eccedenza di produzione per poi riprendersela quando necessario.

VENDITA TOTALE: l'impianto è collegato alla rete elettrica nazionale in modo indipendente rispetto all'impianto dell'utenza ordinaria. L'energia prodotta viene interamente VENDUTA al distributore di rete. Un impianto di questo tipo si configura come una OFFICINA ELETTRICA ovvero come una centrale elettrica a tutti gli effetti. Questa tipologia di impianto è conveniente per gli impianti grossi a causa degli oneri burocratici e normativi a cui bisogna sottostare.

VENDITA PARZIALE: l'impianto è collegato alla rete elettrica nazionale in modo interdipendente rispetto all'impianto dell'utenza ordinaria. L'energia prodotta viene autoconsumata e l'eccedenza immessa in rete e venduta istantaneamente. L'energia assorbita dalla rete (nelle ore notturne o in caso si produzione insufficiente) viene pagata alla normale tariffa elettrica.

Tutte le categorie connesse alla rete possono usufruire dell'incentivazione in Conto Energia.

Tecnicamente la connessione alla rete deve sottostare a diverse prescrizioni sia di natura prettamente tecnica (rispetto dei parametri elettrici della rete e di sicurezza) sia di tipo giuridico/amministrativo. Tra i principali è bene rammentare:

Interfaccia di Rete: tutti gli impianti connessi alla rete elettrica devono essere dotati di interfaccia di rete (DIB). Si tratta di un dispositivo che, qualora venga a mancare la tensione sulla rete elettrica nazionale o i parametri della rete non siano idonei, inibisce l'immissione di corrente da parte dell'impianto fotovoltaico. Molti inverter di piccola potenza integrano il DIB al loro interno riducendo i costi e la complessità di installazione ma non permettendo l'uso dell'impianto fotovoltaico quale fonte energetica di emergenza in caso di black-out. Per gli impianti oltre i 20kWp o che prevedano l'uso di più di tre inverter l'interfaccia DIB DEVE essere esterna all'inverter. L'interfaccia di rete deve essere certificata secondo le disposizioni DK5940 Ver. 2.2 (BT) o DK5740 (MT).

Cavo AC: il cavo di connessione tra l'inverter e il contatore GSE deve essere di tipo idoneo alla metodologia e all'ambiente di posa nonché alle correnti di funzionamento. Non è più necessario l'uso di cavi speciali (schermato o a neutro concentrico) come avveniva in passato.

Cabina BT: per gli impianti oltre i 100kWp la connessione alla rete elettrica deve avvenire in MT (15.000V). Gli oneri di realizzazione della cabina di trasformazione sono a carico del committente.

Mono/Trifase: gli impianti con potenza fino a 6kWp possono immettere energia in monofase (220V) per potenze superiori l'immissione deve avvenire obbligatoriamente in trifase (380V).

Sbilanciamento: è ammesso uno sbilanciamento tra le fasi fino a 6kWp, oltre tale valore bisogna prevedere sistemi di bilanciamento e rifasamento che sono a carico del committente.