ESPANSIONE DIRETTA
VRV - Conviene sempre utilizzare un sistema VRV?
I sistemi VRV vengono spesso proposti come alternativa ideale ai sistemi tradizionali con fluido intermedio (chiller) asserendo che un VRV, non dovendo effettuare alcuno scambio intermedio, è intrinsecamente più vantaggio in termini di efficienza energetica di un refrigeratore tradizionale che raffreddi e faccia circolare un fluido (acqua mista a glicole normalmente).
Questa affermazione è vera e falsa nel medesimo tempo.
Se si confrontassero un climatizzatore monoblocco a espansione diretta e un chiller di pari potenza si riscontrerebbe facilmente un grosso vantaggio energetico a favore del refrigeratore (dal 12% al 20%), vantaggio dovuto prevalentemente alla necessità di effettuare un solo scambio termico (refrigerante > aria) anzichè due (refrigerante > fluido intermedio > aria).
Come evidenziato nelle altre sezioni un VRV è quanto di più diverso rispetto ad un monoblocco si possa immaginare e pertanto è necessario valutare anche altri fattori oltre alla pura e semplice efficacia di scambio, i due fattori che maggiormente incidono sono:
Lunghezza equivalente del circuito: Lo sviluppo equivalente del circuito frigorigeno in un VRV (quindi calcolando non solo la misura lineare del circuito ma anche tutte le curve, riduzioni, derivazioni, ecc.) impatta in modo molto pesante sull'efficienza complessiva di un impianto. E' stato dimostrato che una lunghezza equivalente di circa 120mt impatta sull'efficacia energetica per un fattore variabile dal 2% al 25% in funzione del fattore di carico.
Fattore di carico: Il fattore di carico ovvero la percentuale di potenza erogata rispetto a quella massima nominale è estremamente importante in quanto nei sistemi VRV il volume di refrigerante in circolo è prettamente legato alla potenza erogata. Lavorando pertanto a bassi carichi 50~75% risulta evidente come il poco refrigerante presente nelle tubazioni creerà pochissime perdite di carico consentendo di ottimizzare l'efficienza complessiva dell'impianto.
Tra gli altri fattori che influenzano il rendimento complessivo si possono menzionare:
- corretto diametro delle tubazioni;
- buon layout complessivo del circuito;
- modalità distribuzione della potenza fra le unità (se tutte funzionano al 50% oppure se metà sono ferme e metà vanno al 100% l'efficienza cambia);
- condizioni ambientali di funzionamento;
Semplificando si può dire che VRV/chiller sono due sistemi destinati ad impieghi diversi:
- i VRV sono estremamente efficienti e rappresentano la soluzione ottimale per impianti di media potenzialità (circa fino a 200kW di potenza) in quanto potenzialità superiori implicano la presenza di linee frigorigene di particolare lunghezza che impattano pesantemente sul rendimento. Sono ideali per la climatizzazione di molteplici locali con esigenze differenziate e carichi massimi non contemporanei. Ovviamente perchè ciò sia vero l'impianto deve essere ben progettato e realizzato al fine di ottimizzarne il funzionamento e sfruttarne al massimo le peculiarità
- i sistemi a fluido intermedio (chiller) rimangono ancora la soluzione migliore per gli impianti di grossa potenza mentre per gli impianti più piccoli non rappresentano più la soluzione ottimale visti anche i maggiori costi di manutenzione a cui sono soggetti;