IMPATTO AMBIENTALE REGRIFERANTI

L'impatto ambientale dei refrigeranti può essere valutato sotto diversi punti di vista: potenziale distruttivo sull'ozono, impatto sull' effetto serra, ecc. e in base ai singoli aspetti che vengono presi in considerazione si evidenziano differenti indici d'impatto riconosciuti a livello internazionale.

I principali indici di riferimento sono:

Ozone Depletion Potential (ODP) : fattore che raffronta il potenziale distruttivo nei confronti dell' ozono atmosferico. Può avere un valore compreso fra 0 e 1 (CFC-12= 1).

Global Warming Potential (GWP) : indica l'impatto del refrigerante sul riscaldamento dell'atmosfera (effetto serra). Esprime i chilogrammi equivalenti di anidride carbonica (CO2) rispetto ad un chilogrammo di gas refrigerante.

Halocarbon Global Warming Potential (HGWP) : è un indice simile al GWP con la sola differenza che non utilizza Co2 come parametro di riferimento ma bensì l'R-11.

Il GWP è un buon indicatore del riscaldamento globale ma non può essere ritenuto esauriente in quanto non tiene conto dell'impatto che avviene a monte e a valle del refrigerante (in centrale termica, per la produzione del gas, dell'energia elettrica necessaria al funzionamento, ecc.) pertanto l'AFEAS (Alternative Fluorocarbon Environmental Acceptability Study) ha studiato un nuovo indice che tiene conto anche di questi fattori: il TEWI (Total Equivalent Warming Impact).

Il TEWI tiene conto non solo degli effetti diretti del refrigerante ma anche di quelli indiretti dovuti alle emissioni di CO2 per la produzione di energia in centrale. Il TEWI è pertanto la somma di due componenti: la prima è il CO2 emesso in centrale per l'energia elettrica utilizzata dal climatizzatore nel corso della sua intera vita operativa , mentre la seconda stima le perdite di refrigerante.

TEWI = M x GWP x E x T

• M = massa del refrigerante (Kg)
• GWP = Fattore di riscaldamento globale del refrigerante (KgCO2/Kg)
• E = Energia utilizzata dal climatizzatore in un anno (Kw/h)
• T = Vita operativa stimata del climatizzatore (anni)

Risulta evidente come la maggior parte delle emissioni di CO2 siano di tipo indiretto dovute all'energia utilizzata per il funzionamento dell'impianto e che pertanto è essenziale utilizzare macchine con il COP più elevato possibile.